Un estratto dal testo “Antaratman Yoga”: Meditazione e consapevolezza

buddha-wallpapers-photos-pictures-zen-flowersNel testo “Antaratman Yoga – La Magia del Suono” non vi sono solo descrizioni tecniche ma anche contenuti inerenti la pratica e la meditazione. Qui di seguito uno di questi contenuti, in cui viene brevemente trattatta la connessione tra Meditazione e consapevolezza. Buona lettura!

Uno degli effetti collaterali primari di una corretta pratica meditativa è lo sviluppo di una consapevolezza più “allargata”. In sostanza, rifacendoci all’esempio dell’elefante visto dal buco della serratura usato all’inizio di questo testo, è come se il suddetto buco iniziasse ad allargarsi.

La prima conseguenza, ovviamente, è la possibilità di cogliere porzioni più ampie della realtà (o dell’illusione, il termine cambia ma non quello che è).
La conseguenza di un’ampliata percezione da parte della consapevolezza è l’ampliarsi del personale spazio di esperienza disponibile (dove per spazio di esperienza si intende la somma di ciò che in un dato momento abbiamo la possibilità di sperimentare). Ad esempio, nel momento in cui impariamo a leggere, il nostro spazio di esperienza subisce un’immensa dilatazione in quanto aumentano a dismisura le possibili cose da sperimentare in seguito alla lettura di questo o quel libro.

La stessa cosa ma in proporzione estremamente più dilatata avviene quando la nostra consapevolezza inizia ad abbracciare orizzonti più vasti. Non solo lo spazio di esperienza si amplia ma anche la nostra capacità di applicare un pensiero razionale, focalizzato ed intenso.
Una maggior consapevolezza implica infatti automaticamente un minor dispendio di energia in attività automatiche ed erratiche, con la conseguenza di darci più possibilità di fare e quindi di crescere in una direzione meno caotica e casuale.

Cambiano gli strumenti percettivi e, con essi, quelli cognitivi, portandoci a contatto con spazi esperienziali sempre maggiori, cosa che può innescare un circolo virtuoso che conduce quasi invariabilmente a realizzazioni sempre più profonde ed importanti della nostra umanità.

I nostri orizzonti si ampliano fornendoci una visione sempre più dilatata del mondo ma, soprattutto di noi stessi, portando come immediato vantaggio la nostra crescita e la crescita della nostra capacità di interazione con l’ambiente in cui siamo immersi.

Ecco che allora ogni praticante diventa il fulcro di un cambiamento possibile non solo per se stesso ma anche per tutti coloro con cui è in contatto.”

Se volete leggere il resto del testo, lo potete trovare a questo link

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