Le fasi dell’azione e le leggi che le governano – Prima parte

OLYMPUS DIGITAL CAMERANon è argomento semplice e molto spesso quando viene trattato, per motivi di spazio o altro, quello che viene detto è solo una parte di ciò che, come minimo, andrebbe esposto per consentire una qualche efficacia. Questo è il primo articolo di una “miniserie” sull’argomento. Gli altri seguiranno direttamente nel giro di qualche giorno.

Quando ci accingiamo a compiere un’azione qualsiasi, inconsapevolmente andiamo incontro ad un certo numero di leggi (dove per leggi si intendono rapporti di causa-effetto predefiniti e non di certo elementi del codice civile o penale).

Fondamentalmente le leggi che entrano in gioco sono: la legge del tre, quella dell’ottava, quella del tutto o nulla e quella di minor resistenza, più una serie di altre “minori”. Più l’azione è difficile, più sono gli elementi contro cui va ad impattare e più queste leggi sono sperimentabili. In azioni semplici le suddette leggi si manifestano ugualmente ma il loro effetto si perde nella mancanza di difficoltà, per cui è difficile osservarle.

Innanzitutto da cosa è formata un’azione. Abbiamo la motivazione (la spinta iniziale), lo scopo o l’obiettivo e in mezzo tra i due l’intento.

Qualsiasi azione, ancor prima di essere intrapresa, va contro una grandezza fondamentale di questo universo: la legge di minor resistenza. In altre parole, tutto ciò che si muove lo fa, a meno di atti volontari, seguendo la linea lungo cui incontra minor resistenza. L’acqua sul parabrezza scorre sempre lungo lo stesso percorso, i fiumi scendono e non salgono, i venti scorrono da zone di pressione più alta a zone di pressione più bassa. E’ la legge di minor resistenza, una legge omnipervasiva che entra in gioco anche quando a muoversi siamo noi. E più l’obiettivo dell’azione è in contrapposizione con le normali meccaniche più l’azione risulta difficile. Dimagrire significa mangiare meno e mangiare sano: la nostra normale tendenza è invece quella di mangiare molto (magari per tensione o altro) e mangiare male (grassi, fritti etc. etc.). Dimagrire non è facile: lo sanno tutti quelli che prima di riuscire a mettersi a dieta hanno dovuto provare più volte.

In altre parole, quando un’azione non è automatica, si trova immediatamente ad andare in qualche modo “contro natura”: chi la esercita sperimenterà quindi una difficoltà che è direttamente proporzionale a quanto l’azione va contro le meccaniche ordinarie. E’ quello che si definisce “attrito”. Muovere un masso lungo la spiaggia genera attrito, che si manifesterà ad esempio in calore della sabbia su cui striscia il masso, e produrrà del materiale di riporto, le scorie del processo (nell’esempio in questione la sabbia che si accumula dietro il masso).

Nello svolgersi di un’azione dovremo quindi fare i conti proprio con questo attrito, con le scorie generate e soprattutto, ancor prima di iniziare, con l’inerzia generata dalla legge di minor resistenza che si oppone all’inizio della nostra azione.

Analizziamo ora le tre fasi costituenti l’azione.

La motivazione è quella cosa che ci fa intraprendere una qualsiasi azione (meccanica o no). Senza un motivo, di solito, le azioni sono automatiche e non rientrano nell’ambito di questo articolo. Ora, perchè noi si decida di intraprendere qualcosa, dobbiamo avere una motivazione sufficientemente forte da farci vincere l’inerzia di cui sopra. Più l’azione promette di essere difficile più la motivazione deve crescere perchè l’azione parta. L’inizio di un’azione si trova quindi già ad affrontare un problema: in noi si manifestano due energie contrapposte. Una è quella che spinge ad agire, propulsiva, l’altra è quella dovuta alla legge di minor resistenza che invece si oppone al fare, un’energia più “conservativa” se vogliamo.

E qui entra in gioco la legge del tre. Una legge che può essere riassunta fondamentalmente in tre parole: “Affermare, Negare, Riconciliare”. La analizzeremo in dettaglio nel prossimo articolo. Ora invece analizziamo il problema della motivazione.

Fintanto che la nostra energia propulsiva non raggiunge un minimo particolare, la nostra azione non ha nessuna speranza di iniziare: ci troviamo di fronte alla legge del tutto o nulla e stiamo parlando di una cosa chiamata “potenziale di soglia”. Un potenziale che gli elettronici conoscono molto bene e che può essere descritto come il valore di energia sotto il quale non succede nulla, oltre il quale tutto diventa possibile (ecco perchè viene chiamata anche “legge del tutto o nulla”).

E’ la prima fase, quella in cui noi accumuliamo energia “caricando” l’intenzione. Si tratta del momento in cui si decide molto più di quanto non sembra, perchè l’energia che accumuliamo sarà il combustibile principale da usare durante l’azione. Più ne mettiamo in campo e più probabilità avremo di dare il giusto slancio alla nostra operazione. Dobbiamo prima arrivare al potenziale di soglia e poi… andare oltre (ma non troppo) fino a che ci sentiamo più che pronti.

A questo punto la legge del tre entra in azione: abbiamo accumulato abbastanza energia per iniziare l’azione e ci troviamo a combattere contro l’energia conservativa che invece gioca contro, cercando di farci desistere. Cosa serve per partire? La famosa terza forza, ovvero la motivazione in più, uno stimolo, uno shock o qualcosa che ci permetta di mettere d’accordo il lupo e l’agnello (ovvero l’energia conservativa e quella propulsiva), in un’opera di riconciliazione tra le due che permetta l’inizio dell’azione.

Più l’azione è difficile, rischiosa, o più costa in qualsiasi termine, più il potenziale di soglia per iniziare sarà alto e più difficile sarà la riconciliazione tra energia conservativa e energia propulsiva.

Facciamo un esempio pratico. Vogliamo dimagrire ma amiamo mangiare e bere di tutto. L’energia conservativa (il lupo) tenderà a farci continuare nelle nostre abitudini. Quella propulsiva (l’agnello) cercherà di convincerci in mille modi a metterci a dieta: niente da fare, proviamo e riproviamo ma poi ricadiamo sulla Nutella e sul Lambrusco. Ci sentiamo in colpa e ci ripromettiamo di riprovare la settimana seguente. Possiamo andare avanti per una vita così! Poi però accade qualcosa: un bel giorno passiamo al bar per il solito aperitivo e conosciamo una bella donna (o un bel maschietto per le signore). La persona ci piace, ci piace molto. Ma poi notiamo che è in forma perfetta e in linea invidiabile. Nella nostra testa scatta la convinzione che, nelle nostre condizioni adipose non abbiamo la minima speranza di interessarlo: ecco che il giorno dopo ci vede impegnati a non mangiare i soiti due cornetti e a prendere il cappuccino col dolcificante invece che con lo zucchero.

Tutto chiaro, no? L’energia propulsiva è andata accumulandosi in ogni nostro tentativo fallito e la motivazione non era sufficiente. Poi però abbiamo visto l’altra persona ed il desiderio di incontrarla ha agito da terza forza, fornendoci l’impulso per superare il potenziale di soglia ed iniziare l’azione: finalmente ci siamo messi a dieta!

Adesso il problema è: come arrivare fino in fondo senza ricascare su Lambrusco e Nutella?

Questo è l’argomento che tratteremo nel prossimo articolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *