Il sistema informativo umano

bci-300x164Il cervello è un computer“. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Tantissime. Ma la realtà è che a pochi viene davvero alla mente quanto essa sia vera, e quanto in profondità arrivi questa definizione.

In realtà non si tratta di una frase esatta. Tanto per incominciare bisognerebbe dire che “I computer sono cervelli” anche se semplificati all’estremo. E’ il computer ad essere costruito sul modello del cervello umano e non viceversa. In più, parlare di computer e di cervello non è appropriato. Dovremmo infatti fare riferimento all’insieme corpo-mente-emozioni come ad un sistema informativo, altrimenti rischiamo, come in effetti avviene, di usare una similitudine troppo riduttiva.

Il corpo ha una sua saggezza, costituita dalle sue reazioni automatiche mediate da aree specifiche del cervello. Ma le emozioni? Oggi sappiamo che la governance del sistema emotivo non ha sede nel cervello, ma nella zona dell’intestino, e che la mente non è solo composta da pensiero ma da molti altri livelli coscienziali.

Quindi dire che il cervello è un computer è in realtà un luogo comune, che dovremmo riferire unicamente agli schemi automatici dell’insieme di corpo, mente ed emozioni.

Se invece estendiamo il concetto a livello di sistema informativo, abbiamo una visione diversa, molto più espansa, del funzionamento di quella che potremmo definire “la macchina uomo”. Chiaro che l’essere umano non è, o quantomeno non dovrebbe essere, solamente una macchina. Tuttavia se neghiamo tutta la serie di comportamenti e funzionamenti automatici e meccanici della nostra vita, non facciamo altro che comportarci come il proverbiale struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia.

Che ci piaccia o no, l’essere umano E’ composto anche da reazioni meccaniche. Non solo, ma anche. Anzi, potremmo dire che nella stragrande maggioranza dei casi le nostre reazioni sono soprattutto governate da processi automatici. E non parliamo solamente dei cosiddetti “riflessi” ma anche di molti dei nostri comportamenti mentali, emotivi e di pensiero.

Rendersi conto con esattezza e profondità di questi schemi non è affatto inutile o superfluo come può sembrare a prima vista. In realtà il mondo è pieno di persone, organizzazioni, aziende e gruppi di persone, spesso in posizione di potere, che conoscono questi meccanismi quasi alla perfezione, e che li sfruttano a proprio vantaggio e spesso a danno di coloro che invece non li conoscono.

Una volta si parlavia di persuasione occulta. Oggi non se ne parla più ma questo no significa che non esista più. In realtà non solo esiste, ma è stata affiancata da sistemi di persuasione alla luce del sole che però sfuggono all’ordinaria consapevolezza. Non sono occulti, solo che noi non possiamo vederli fino a che non sviluppiamo gli strumenti cognitivi per renderci conto di ciò che davvero accade sotto i nostri occhi, a noi tutti.

Il primo passo è dunque quello di rendersi conto di quanti e quali siano le nostre risposte automatiche dettate dall’inconsapevolezza. Il secondo consiste nel rendere perfettamente chiari i meccanismi che determinano i suddetti automatismi, e il terzo nell’emanciparci da essi.

All’interno del percorso di formazione evolutiva Pensiero Lucido, questi temi vengono affrontati ed esplicati in modo profondo. Il valore aggiunto di ciò che viene proposto è quindi abbastanza chiaro: entrare in possesso di strumenti cognitivi che ci consentano di sviluppare una progressiva libertà comportamentale e consapevole.

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